Il Metodo per ottenere risultati migliori e più velocemente

Da tempo si scrive che l’esercizio fisico è importante per la salute dell’organismo umano, ma, anche grazie a alcuni importanti studi condotti in USA negli ultimi anni, oggi sappiamo che:

  1. Farne troppo, o troppo intensamente, può produrre l’effetto contrario: chi si sottopone ad un allenamento “esagerato” può incorrere in disturbi cardiaci, ossei e muscolari, anche permanenti, vanificando così tutti i suoi sforzi.
  2. Porre attenzione a cosa si fa tra una seduta di allenamento e l’altra risulta particolarmente importante, se si vogliono ottenere ottimi risultati, limitando rischi per la salute e perdite di tempo.
  3. Non siamo tutti uguali, i tipi fisici hanno esigenze diverse e quindi è sempre opportuno tenerne conto: ciò che dà buoni esiti su di me può risultare nefasto e controproducente su di te. Perciò, per quanto possibile, bisognerebbe scegliere sempre un allenamento personalizzato e adatto al tipo fisico, alla storia, al sesso e all’età della persona, calibrandone sia l’intensità che la durata e possibilmente anche – questa è la novità – la modalità del “riposo” tra un allenamento e l’altro.

Si è visto infatti che, praticando nell’intervallo di tempo tra un “allenamento intenso” e l’altro una blanda attività aerobica, come una nuotata lenta o una semplice camminata ossigenante, non solo si evitano sovraffaticamento, stress, disidratazione, insonnia, complicanze varie, crampi e dolori muscolari (problemi tipici dell’agonismo), ma si progredisce molto più velocemente sia nella forza che nella flessibilità, mantenendo facilmente nel tempo un benessere e una quantità di energia di gran lunga maggiore. Il Timing consiste proprio in questo tipo di allenamento alternativo.

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L’opinione scientifica

Due recenti ricerche scientifiche in particolare si sono concentrate sulla pericolosità dell’allenamento troppo intenso, dimostrando dunque l’efficacia del Timing: la prima è quella del German Cancer Research Center, l’altra del Karolinska Institute, entrambe pubblicate sul British Medical Journal nel 2016.

I ricercatori tedeschi hanno monitorato 1.000 individui affetti da malattia cardiaca coronarica per dieci anni, rilevando frequenza e intensità di attività fisica svolta. I dati hanno dimostrato che chi soffre di patologie cardiache e svolge un’attività stressante per l’organismo, e frequentemente, rischiano di morire per infarto o ictus.
 La ricerca dell’istituto svedese, in modo simile, ha monitorato 44.000 individui fra i 45 e i 79 anni per 12 anni. L’analisi ha rilevato che anche le persone giovani e in salute che praticano un esercizio fisico molto intenso e molto spesso, per esempio per più di 5 ore alla settimana, possono incorrere nel rischio di ammalarsi di patologie cardiache da adulti e da anziani.

Ecco perché oggi sia frequentatori abituali di palestre che personal trainers non possono trascurare la soluzione del Timing, la pratica cioè di dividere il tempo dedicato all’allenamento in due parti: il lavoro muscolare e il recupero aerobico a bassa intensità.

Scrive il Prof. Gargiulo, medico nutrizionista e professore all’Università romana di Tor Vergata, nonché referee del Ministero Salute per l’Educazione continua in Medicina dello Sport: “il dato scientifico e clinico più importante è che l’incremento della massa magra e dell’esercizio fisico rappresenta un forte stimolo per le attività metaboliche. Il muscolo è realmente ‘vita’! Dobbiamo sottolineare che più muscoli abbiamo, e più sono tonici e reattivi, e più calorie consumiamo nel corso della giornata, indipendentemente dall’età, dalla funzionalità tiroidea e dal livello di attività fisica…

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…Il muscolo, infatti, è un tessuto vivo, in continuo rinnovamento e con richieste metaboliche nettamente superiori rispetto al tessuto adiposo (quasi dieci volte!). I recettori muscolari sono la chiave d’ingresso migliore per i passe-partout per l’insulina nell’up take del glucosio. A maggior ragione, un miglior tono muscolare aiuta a bruciare maggiori calorie soprattutto durante l’attività fisica. Come vedremo, durante il training, il metabolismo muscolare aumenta notevolmente e permane elevato anche per diverse ore dal termine dell’allenamento (in realtà, fino e oltre 12 ore dopo un’attività particolarmente impegnativa). Non a caso conviene sempre accelerare al massimo il metabolismo muscolare, eseguendo un lavoro misto, caratterizzata cioè da un’attività anaerobica intervallata e sostenuta da un’attività aerobica di base. Molto importante è la serietà con cui, a tutti i livelli e a tutte le età, vengano condotte queste discipline motorie. I vantaggi che ne derivano sono assolutamente significativi, con riflessi sullo stato di benessere”.

 

Come ottenere muscoli d’acciaio e vivere a lungo in salute

L’allenamento con Timing personale è oggi considerato il metodo più efficace per godere dei benefici dell’attività sportiva, tanto che viene sempre più spesso adottato da agonisti e da amanti dello sport in genere, nonché inserito nei programmi di allenamento dai personal trainers.

Ma quali sono i reali benefici dell’allenamento con Timing? Eccone alcuni:

  • Perdita di peso. Alternare con esercizio moderato, ovvero a bassa intensità ma costante, aiuta il processo di post-combustione delle calorie, aumentando la velocità del metabolismo.
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Aumento della massa muscolare. Dopo uno sforzo muscolare intenso (anaerobico), il muscolo ha assolutamente bisogno di “riposarsi” per rigenerarsi; la camminata e lo stretching aiutano i muscoli a riprendersi velocemente, rafforzandosi, in quanto l’allenamento aerobico stabilizza la muscolatura, favorendo il processo di rigenerazione e ossigenazione.
  • Miglioramento delle funzioni cardiovascolari. I corridori, per esempio, alternano un giorno di corsa a uno di camminata per stimolare il flusso sanguigno e recuperare. Camminare 30 minuti senza pause è sufficiente a far recuperare l’organismo dagli sforzi provati durante uno sport intenso, e a evitare i rischi per l’apparato cardiovascolare riportati qui sopra dalle ricerche del German Cancer Research Center e del Karolinska Institute.
  • Evita la formazione dell’acido lattico. Il rilassamento, l’ossigenazione, il rafforzamento e l’aumento dell’elasticità muscolare procurati dall’integrazione con un’attività fisica a bassa intensità (come la camminata WAL) aiutano ad evitare la formazione del fastidioso, e a volte limitante, acido lattico e dei cosiddetti “D.O.M.S” (Delayed Onset Muscle Soreness), che in italiano significa “indolenzimenti muscolari a insorgenza ritardata”.

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Scrive Davide Antoniella (osteopata, chinesiologo, preparatore atletico e allenatore di pallavolo) che oggi purtroppo “a seguito dei protocolli di potenziamento muscolare sviluppati nelle palestre attrezzate di ultima generazione, sono stati rilevati alcuni stati di squilibrio nello sviluppo muscolare tra i distretti agonisti, antagonisti, fissatori e stabilizzatori delle articolazioni, interessate da un determinato movimento. È stato altresì evidenziato un allungamento delle tempistiche di ‘trasformazione’ delle sessioni d’allenamento della forza, fatto dovuto al presupposto che tali allenamenti erano stati essenzialmente concepiti per il muscolo e non per il movimento. Ecco che è nata così la necessità di ricollegare l’allenamento muscolare non solo alla corretta cinematica del gesto, ma al moto naturale che prevede anche attività a bassa intensità, in cui è fondamentale curare la respirazione, lo stretching e il relax”.

Ecco che il Timing risulta essere l’opzione migliore per chi vuole ottenere risultati più efficaci e più velocemente.

 

L’utilità del Metodo WAL per l’atleta

A questa esigenza risponde egregiamente il Metodo WAL, piacevole attività fisica da inframmezzare allo sport intenso come ‘allenamento Timing’, in particolare alle ore di palestra, passate facendo “routine di esercizi alle macchine”.
 La camminata dolce e costante svolta sul tappeto WAL, preceduta e seguita da stretching, risulta ottimale dopo un esercizio fisico intenso, per ristabilire dolcemente e gradevolmente tutti gli equilibri dell’organismo.

Chi frequenta le palestre dotate di tecnologie moderne sa bene quanto può annoiare la ripetizione di una routine sempre uguale di esercizi e quante persone, partite all’inizio con molti buoni propositi, finiscono poi per abbandonare la palestra, in seguito a strappi muscolari, contratture, traumi vari o semplicemente per noia. Viceversa, dopo un percorso WAL si tornerà in palestra più in forma e più desiderosi che mai di riprendere l’allenamento intenso e soprattutto si osserveranno su di sé risultati mai visti prima d’ora: muscoli velocemente più tonici, ma soprattutto più benessere generale, più energia, fisica e psichica.

Il Metodo WAL infatti non solo ritempra l’organismo con la camminata sull’ormai famoso tappeto ipertecnico WAL, ma si prende cura della mente, attraverso l’ascolto di storie e lezioni su argomenti a scelta, che letteralmente rigenerano il cervello. Se vorrà, l’atleta potrà così interessarsi alle ultime nozioni in fatto di sport, alimentazione, integratori, psicologia e tanti altri argomenti che possono riguardarlo da vicino. Il Metodo WAL è infatti l’unica disciplina medico-olistica in Italia, dal 2016 iscritta all’ACSI (Associazione Centri Sportivi Italiani), a trattare corpo e mente con pari importanza: ecco perché diciamo che l’obiettivo numero 1 di WAL è il benessere psico-fisico. Il Metodo WAL attiva le endorfine, che entrando in circolo danno energia, attivano il Sistema Nervoso in modo sano e funzionale restituendo il piacere dell’attività fisica.

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Scrive ancora il preparatore atletico Antoniella: “il controllo motorio è parte di un complesso sistema fisiologico con primo attore il SNC (Sistema Nervoso Centrale), che organizza regola e controlla il movimento, nella sua interezza. Il SNC diviene efficiente in presenza di una mobilità controllata e di una stabilità dinamica; riconosce i movimenti, non i muscoli e non permette un movimento che non può controllare. Prima di tutto viene la mobilità, si imparano schemi motori, da semplici a via via più complessi, si crea  la base  motoria, poi  la stabilità al movimento. Ciò ci deve insegnare che il nostro sistema nervoso è, nel suo complesso, ottimizzato per gestire dei ‘gesti’, ovvero movimenti frutto di un’intenzione e perciò finalizzati al conseguimento di un risultato. L’allenamento funzionale risponde alla necessità di sfruttare appieno i guadagni ottenuti in termini di forza muscolare mediante miglioramento della coordinazione interdistrettuale, mediante esercitazioni complesse che impegnino attività tonico posturale, equilibrio e movimento applicabili a tutte le età.

Questa precisazione si rende necessaria in quanto un protocollo di allenamento funzionale che non tragga spunto da un’attenta valutazione dei sistemi di controllo di postura, equilibrio e movimento sarebbe, di fatto, un viaggio senza meta, dove, in caso di un’alterata funzione del sistema tonico posturale, non sarebbe possibile allenare (e quindi migliorare) un gesto, ma, al contrario, si andrebbe ad allenare un gesto ‘compensato’ (quindi sbagliato), con tutte le conseguenze del caso (minore efficacia terminale, rischi di fenomeni da sovraccarico, traumi, ecc…)”.

 

Il WAL come allenamento Timing

La camminata WAL dura circa 40 minuti (tempo minimo della sua efficacia), viene praticata su un morbido tappeto, dove il ritmo del passo e del respiro è libero e personale, facilitata e resa ancor più piacevole dall’ascolto degli AudioWAL, documenti culturali mp3 che trattano vari argomenti stimolando le funzioni cognitive.

Questo è l’ingrediente segreto del Walk and Learn: l’allenamento cerebrale, che non solo interessa e diverte la persona, stimolandone la curiosità attraverso un apprendimento continuo, ma fa scivolare via il tempo dell’attività aerobica. Gli AudioWAL migliorano tutte le facoltà mentali, dalla concentrazione alla memorizzazione, alle capacità verbali, grazie all’azione della plasticità neurale e questo naturalmente accresce la quantità (e la qualità!) di benessere e energia. Un vero allenamento funzionale e efficace non può esimersi dal considerare questo aspetto, ma ci sono altre notizie dal mondo della scienza, le vedremo nel prossimo articolo sul Timing…Stay tuned!

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