Perché le donne in pensione camminano meno degli uomini?

La salute delle donne è molto più delicata e complessa di quella degli uomini. Il ciclo mestruale, la gravidanza, la menopausa e l’assunzione di pillole contraccettive sono solo alcune delle tematiche che contraddistinguono la salute psicofisica del genere femminile, alle quali si possono aggiungere altri fattori come il livello di stress, la cura della pelle e della propria persona durante l’invecchiamento.

E’ importante mantenere uno stile di vita sano ed equilibrato, e ciò riguarda anche il periodo della pensione. Grazie a numerosi studi clinici è stato possibile notare che, proprio in pensione, lo stile di vita delle donne e degli uomini tende a differenziarsi maggiormente, e le donne un tempo attive iniziano ad adottare uno stile di vita molto sedentario.

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Il Metodo WAL contribuisce a curare il benessere psicofisico, anche in pensione, rappresentando uno strumento di prevenzione per disturbi come patologie cardiovascolari e osteoporosi, ed aiuta efficacemente ad alleviare stress, ansia e insonnia (ne parliamo qui) che possono presentarsi in età avanzata e in pensione. In qualità di disciplina psicofisica, il Walk and Learn cura mente e corpo attraverso la camminata regolare, priva di rischi e dagli importanti benefici per l’intero organismo, e attraverso la stimolazione della plasticità neurale e conseguentemente della salute cerebrale. Ascoltare gli AudioWAL durante la camminata allena memoria e capacità di concentrazione, e grazie alla camminata a piedi scalzi vengono stimolati i neuro-recettori di tutto l’organismo, donando una sensazione di sollievo integrale.
Per questi motivi il Metodo WAL è estremamente utile nella cura della persona di età avanzata. Una disciplina priva di rischi, praticata in compagnia di uno staff preparato come quello dell’Associazione WAL, focalizzata sulla customizzazione e sulla socialità, economica e perfetta per essere praticata in pensione.

 

Uno studio finlandese rivela l’aumento della sedentarietà fra le donne in pensione

Uno studio dell’Università finlandese di Turku, pubblicato sull’Occupational and Environmental Medicine journal nel 2017, analizza il legame fra sedentarietà femminile e pensione in profondità. Secondo K. Suorsa, del Dipartimento di Salute Pubblica dell’università, le donne in pensione sono 20 minuti al giorno più sedentarie degli uomini. Questo quanto rivelato dagli esami condotti su 700 partecipanti, di cui l’85% femminili. La maggioranza delle donne monitorate lavorava in ruoli amministrativi prima di andare in pensione a circa 63 anni. Durante il periodo di studio, i/le partecipanti hanno indossato strumenti di monitoraggio dell’attività fisica a partire dai due anni precedenti il ritiro pensionistico. Anche gli uomini sono diventati più sedentari, ma più gradualmente. Le donne al contrario hanno improvvisamente cambiato il loro stile di vita, aumentando il rischio di incorrere in problemi cardiovascolari e disturbi dell’umore.

 

Sedentarietà e patologie cardiovascolari

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Lo studio finlandese, intitolato “I cambiamenti verso uno stile di vita sedentario prolungato durante la transizione pensionistica” parla chiaro in merito alla correlazione fra sedentarietà e patologie cardiovascolari:

La sedentarietà prolungata è associata ad un aumento del rischio di patologie cardio-metaboliche. Lo studio ha analizzato l’aumento della sedentarietà rispetto alle differenze di genere. I partecipanti allo studio hanno incluso 689 lavoratori di età avanzata (l’85% di essi costituiti da donne). Il tempo speso seduti e inattivi è stato monitorato annualmente usando un braccialetto ActiGraph, e le donne hanno mostrato un aumento improvviso della sedentarietà durante la transizione verso la pensione: di 22 minuti giornalieri e un tempo generalizzato di sedentarietà del 95%, mantenendo tale per anni dopo essere entrate in pensione, mentre gli uomini hanno mostrato una diminuzione graduale dell’attività fisica.

 

I benefici del Metodo WAL durante la pensione

Camminare ed allenare le funzioni cognitive con WAL procura dei benefici immensi per l’organismo:

  • Tonificazione muscolare
  • Cura della postura, della cervicale e dei dolori muscolari
  • Stimolazione della circolazione sanguigna
  • Calo del girovita
  • Miglioramento del tono dell’umore
  • Miglioramento della memoria e della capacità di concentrazione
  • Allenamento della plasticità neurale

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Ricercatori dell’Università di San Francisco, CA, affermano che camminare aiuta le donne in età avanzata a mantenere il cervello giovane: Le donne che camminano regolarmente hanno meno probabilità di sviluppare perdita della memoria e altri declini delle funzioni cognitive che possono occorrere durante l’invecchiamento, spiega la Dr.ssa Yaffe. Yaffe ha condotto uno studio su 6000 donne dai 65 anni di età in su e, similmente a quanto riportato dall’European Journal of Ageing rispetto alla Sperimentazione WAL, si può scientificamente confermare l’efficacia del movimento della camminata sulla salute psicofisica delle persone in età avanzata o in pensione. Le donne esaminate da Yaffe sono state sottoposte ad uno screening all’inizio dello studio, e poi sei e otto anni più tardi. Le donne meno attive hanno presentato segni di grave declino cognitivo, l’attività fisica monitorata consisteva nel numero di km percorsi a settimana, dal numero di calorie bruciate facendo le scale, camminando o svolgendo altri passatempi. Le donne considerate più attive percorrevano circa 30 km a settimana.