Non sottovalutiamo l’andatura della camminata

Nel corso del nostro Blog abbiamo spiegato più volte come camminare sia un’attività innata per l’essere umano, che porta enormi benefici all’organismo sia dal punto fisico che mentale, non ultimo camminare può stimolare anche la nostra creatività. Il Metodo Walk and Learn coniuga quest’attività con quella cognitiva dell’apprendimento grazie agli AudioWAL, documenti culturali mp3 che migliorano memoria, concentrazione e plasticità neurale. Ascoltare gli AudioWAL mentre si pratica la camminata sul morbido tappeto in microfibra marchio WAL è un esercizio psicofisico estremamente benefico, come spiega il Dr.Luigi Turinese in questa intervista. Non solo, gli stessi Wallisti offrono delle testimonianze preziose sui giovamenti a lungo termine del Metodo WAL. In questo articolo sveliamo i trucchi per camminare bene, perché sapevate che non solo è importante camminare, ma anche come si cammina?

 

Come camminare bene e in modo corretto

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L’andatura influenza la nostra postura e, se scorretta, può procurare vari problemi come dolori alla schiena, alle ginocchia e alle ossa. Il camminare non coinvolge solo le gambe, ma gran parte del corpo, dal piede, alla parte lombare della schiena e al bacino, fino braccia, spalle e relative articolazioni. E’ un atto talmente complesso che può coinvolgere tutti i muscoli del corpo contemporaneamente. Come non tutti apprendiamo allo stesso modo (vi spieghiamo perché qui), non tutti camminiamo allo stesso modo; c’è chi molleggia spingendosi in avanti, e quindi cammina sulle punte dei piedi, c’è chi cammina a mo’ di papera, e quindi non usa correttamente le articolazioni delle anche. Per camminare bene la schiena dovrebbe formare un asse verticale perpendicolare al terreno.

Ebbene, l’uomo di Neanderthal è l’esempio da prendere per camminare bene! La specie umana si è evoluta con il cammino, ma con l’avanzare del tempo si è abituata alla sedentarietà che spesso ci ha fatto disimparare la modalità più corretta di questo movimento ancestrale ed innato. L’uomo di Neanderthal percorreva circa 1600 km l’anno, probabilmente con una cadenza di 4,5km al giorno. Quindi per questioni di sopravvivenza e ambientali, l’uomo di Neanderthal camminava per piccoli tratti ma con costanza. Questo ci insegna che non è tanto la lunghezza percorsa a migliorare la nostra andatura ma la qualità del movimento e la regolarità con cui lo svolgiamo. Anche il Metodo WAL infatti incoraggia alla regolarità dell’attività fisica: almeno 2 volte a settimana per circa 30-40 minuti e con un ritmo gradualmente crescente, interamente basato sull’individualità del fisico. La camminata WAL inizia a passo leggero e prosegue a ritmo più spedito, allo stesso tempo si sciolgono le articolazioni superiori di braccia, polsi e collo. In questo modo ognuno è in grado di rispettare il proprio organismo aiutandolo ad intraprendere un percorso di raggiungimento del benessere psico-fisico.

 

Questione di variabili

Esistono variabili per le quali ogni individuo cammina in modo diverso:

  • Le dimensioni e la forma del corpo.
  • Il modo in cui i nostri genitori camminavano quando noi abbiamo imparato.
  • La nostra forza muscolare.
  • Lo sport praticato negli anni dello sviluppo (come danza, calcio etc).
  • Lo storico di infortuni.
  • La superficie sulla quale si cammina.

Questi sono fattori che possono influenzare la nostra andatura. L’andatura si forma nel tempo, le nostre articolazioni e bilanciamenti corporei si abituano, in alcuni casi ad una modalità scorretta; è a questo punto che bisogna intervenire con piccoli accorgimenti per recuperare una buona andatura. Un buon modo di camminare può prevenire e curare la sciatica, regolarizzare il transito intestinale e addirittura migliorare la nostra autostima.

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3 trucchi per ritornare a camminare bene

1.Non arrendiamoci alla sedentarietà e “ascoltiamo la nostra andatura”!

Abbiamo visto come l’abitudine al movimento, e soprattutto la qualità del tipo di movimento, giocano un ruolo importante per l’acquisizione di un’andatura corretta. Per migliorare la nostra abitudine al movimento iniziamo camminando tutti i giorni. Ritroviamo l’abitudine alla camminata, invece di andare al supermercato in macchina, andiamo a piedi. Se lavoriamo per lunghe ore seduti, impostiamo un allarme  ogni tot minuti che ci ricorda di alzarci e fare un pò di stretching e un paio di passi. Spingiamoci ad uscire di casa a fine giornata e fare una breve passeggiata, anche intorno all’isolato. Mentre compiamo questi piccoli rituali quotidiani che costruiranno l’abitudine alla camminata poniamo attenzione alla nostra postura e andatura. Quando torniamo a casa dalla nostra breve passeggiata sentiamo dolore alle ginocchia? Oppure notiamo che il dolore alla cervicale si è attenuato? Questi saranno indizi utili per capire cosa correggere nel nostro modo di camminare.

2. Camminiamo su una superficie non piatta e a piedi scalzi.

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Confrontandoci col nostro lontano antenato di Neanderthal, possiamo vedere che oggi si cammina quasi esclusivamente su superfici piatte e artificiali. Così facendo piedi, caviglie, ginocchia e anche non ricevono sufficienti stimoli per muoversi in modo naturale, restano come ingessate. Consapevole di questa forzatura snaturante, il Metodo WAL invita a camminare sul morbido tappeto in microfibra senza scarpe. Questo favorisce un corretto sviluppo delle articolazioni, un piacevole appoggio del piede, come raccomandato dalla riflessologia plantare. Vi capita mai di cadere o ferirvi quando vi imbattete in un’irregolarità del marciapiede o in una mattonella fuoriposto? Dare la colpa al terreno imperfetto non ha molto senso, in realtà sono le nostre articolazioni e piante dei piedi ad essersi disabituati alla naturale imperfezione della terra sui cui camminiamo. Camminare a piedi nudi sulla terra, sulla sabbia e in genere su superfici morbide dove un pò “si affonda” può aiutarci a riacquisire familiarità con una superficie non artificiale. Ne beneficerà anche la nostra circolazione sanguigna!

3. Scarpe, quali usare?
Se decidiamo di indossare le scarpe, optiamo per modelli bassi ed ergonomici. Le scarpe hanno per anni costretto il nostro piede in uno spazio ristretto e in movimenti limitati, con il risultato di atrofizzarlo (per atrofizzazione in questo senso intendiamo perdita di sensibilità e mobilità). Dopo la nostra passeggiata calzata dedichiamo 5 minuti a massaggiare il nostro piede per sciogliere i legamenti e favorire la circolazione.

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