Metodi non narcotici per il trattamento del dolore

Esistono degli antidolorifici naturali come il movimento, l’allungamento e la meditazione che possono aiutarci a gestire e curare la sofferenza fisica con ottimi risultati. A volte si può limitare il consumo di quei farmaci antidolorifici pesanti che l’industria farmaceutica promuove su larga scala.  L’Agenzia Italiana del Farmaco riporta l’aumento della mortalità del 400 % nella popolazione femminile statunitense, fra il 1999 e il 2010 a causa di oppiodi prescritti per gestire il dolore. Il nostro intento non è quello di sostituirci ai medici e sminuire la loro competenza in merito alle terapie di trattamento del dolore, ma vogliamo anche ricordare ai nostri lettori che ogni uomo è padrone del proprio corpo, e che spesso senza saperlo possediamo in noi stessi la cura per i nostri mali. 

 

Lo studio sugli antidolorifici naturali 

“Metodi non narcotici per il trattamento del dolore” è il titolo di uno studio pubblicato da Nanna B. Finnerup, M.D., su The New England Journal of Medicine nel 2019, che afferma la possibilità dell’uso di antidolorifici non narcotici per alleviare e curare il dolore. “Il dolore è una spiacevole sensazione fisica ed emotiva associata al potenziale danneggiamento di un tessuto del nostro corpo” si legge nell’articolo del New England Journal. 

Ma perché sentiamo dolore? Finnerup dice che “la funzione del dolore è quella di proteggere il corpo rendendo l’organismo consapevole di un danno, e di stimolare la cura del danno attraverso l’impedimento di un movimento o di altri stimoli che potrebbero causare il ritardo della guarigione”. Nella descrizione del dolore da parte di Finnerup notiamo una nota positiva: il dolore è naturale, è un meccanismo di difesa del nostro organismo, una richiesta d’attenzione e cura. Ovviamente ogni caso è a sé stante e prima di prendere qualsiasi decisione è bene consultarsi con il proprio medico, ma se il dolore che proviamo non è troppo invalidante, perché non provare a curarlo senza ricorrere a farmaci invasivi? 

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Finnerup ci dice che “il dolore cronico è una diffusa causa di sofferenza. Il Global Burden of Disease Study del 2013 svela che il dolore cronico alla parte lombare della schiena è la prima causa di disabilità, ma anche che in conseguenza di questo dolore, il trattamento a basi di antidolorifici oppioidi può provocare ulteriori danni che aumentano gli anni di disabilità dei pazienti. L’uso prolungato degli oppioidi nel trattamento del dolore ha effetti minimi sulla reale cura delle cause del dolore e piuttosto può causare inconvenienti come dipendenza, danni alla memoria e alla concentrazione”. Finnerup aggiunge inoltre che anche l’International Association for the Study of Pain raccomanda cautela nella prescrizione di oppioidi per il trattamento del dolore, e che generalmente la medicina inizia a mostrare propensione per antidolorifici non oppioidi. Esistono tecniche alternative che includono strategie di sopportazione, esposizione alle attività/esercizi che possono incutere paura al paziente (paura di percepire nuovamente il dolore o ferirsi), attività che distraggono dalla percezione del dolore e tecniche di rilassamento. Finnerup cita il report del U.S. Nation Pain Strategy del 2019 che enfatizza la validità di programmi di gestione autonoma del dolore. Questi includono l’educazione del paziente sui motivi che causano dolore e lo informano sui metodi preventivi. L’American Pain Society a sua volta raccomanda l’utilizzo di programmi che integrano antidolorifici farmacologici e terapie non farmacologiche. 

 

WAL, conoscere il proprio corpo per curarlo

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Un antidolorifico naturale ed efficace per la prevenzione e il trattamento del dolore può essere rappresentato proprio dal Metodo WAL. In qualità di disciplina olistica che mira al benessere integrale dell’organismo, il Metodo WAL include pratiche naturali che possono aiutare a gestire ed alleviare il dolore. Fra queste vi sono lo stretching emozionale e le tecniche di respirazione. Praticare il Metodo WAL significa iniziare ad intessere un rapporto più profondo con il proprio corpo, con la propria emotività e con il cervello stesso. WAL è una disciplina personalizzata su ogni individuo, il ritmo della camminata è piuttosto costante ma varia a seconda della persona che la esegue. Anche i movimenti di allungamento e l’elaborazione degli AudioWAL sono ritagliati sulla persona, tenendo conto delle esigenze individuali e dei diversi stili cognitivi. Ascoltate le testimonianze dei Wallisti che hanno sperimentato i benefici di questo metodo così semplice e benefico. La Dr.ssa Anma Crespi, fondatrice di WAL, ha sviluppato la disciplina olistica partendo da studi neuroscientifici, psicologici e motori, come si può leggere nel libro  Il Metodo WAL -Walk and Learn-, previeni, impara e cammina, ed Morlacchi, pubblicato nel 2014. 

Ascoltare il proprio corpo, prendere coscienza dei suoi limiti e possibilità, della forza fisica e mentale e del proprio vissuto può aiutare le persone ad imparare a gestire il dolore, che può essere sia fisico che psichico (guarda la sezione del Blog completamente dedicata ai benefici di WAL sull’umore). WAL può costituire un valido strumento da integrare a terapie mediche nel trattamento del dolore, per più informazioni scrivici a info@walexperience.com o chiama il numero verde 800-561765. Nel frattempo condividiamo una lista di “antidolorifici naturali” che possono aiutarti nell’alleviare il dolore: 

1.Stretching: alcune pose di stretching mutuate dallo Yoga aiutano a distendere i muscoli e alleviare i dolori del corpo dati dalla postura, dallo stress e da contratture.

2.Tecniche di respirazione: La respirazione antalgica è una tecnica respiratoria che produce un effetto benefico immediato all’intero organismo, e aiuta a controllare il livello di dolore. “Gli effetti della respirazione antalgica (termine di provenienza greca che significa letteralmente “che contrasta il dolore”) sono da spiegarsi secondo due principali ordini di motivi. Il primo di essi, più strettamente correlato all’atto respiratorio, è legato ai movimenti muscolari compiuti durante la respirazione: i muscoli respiratori, soprattutto quelli accessori (addominali, dorsali, trapezi) giocano un ruolo importante nel mantenimento della corretta postura. Dal momento che l’equilibrio posturale aiuta a evitare il manifestarsi di dolori acuti e cronici, l’incidenza di questi ultimi può essere limitata semplicemente curando la respirazione. In secondo luogo, è stato scientificamente provato come le tecniche di respirazione profonda, interagendo con i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, aiutino a raggiungere uno stato di rilassamento psicofisico che permette di tenere sotto controllo dolori anche intensi, come ad esempio quelli post-operatori o quelli legati alle lombosciatalgie”. Alessandra Dechigi insegnante di Yoga. 

3.Camminata a passo lieve: camminare fortifica i muscoli e le articolazioni inferiori, e cura la postura. La postura scorretta, come spieghiamo in questo articolo, procura diversi disagi al nostro organismo, ma camminare a passo lieve e con costanza può aiutarci a trovare la giusta postura, e così a trattare il dolore fisico. 

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